#NonUnaDiMeno: AGENQUADRI aderisce allo sciopero mondiale delle donne dell’8 marzo

La risposta alla violenza è l’autonomia delle donne, nelle relazioni, nella società e nel lavoro

La violenza maschile contro le donne non si vincerà mai unicamente con l’inasprimento delle pene o introducendo il termine “femminicidio” nel dibattito pubblico. È necessaria, anche e soprattutto, una trasformazione culturale e profonda della società.

Crediamo sia importante mantenere alta l’attenzione con una mobilitazione continua contro la violenza, perché la sicurezza e la libertà delle donne non può essere un tema ancillare ad altri.
La scelta di proclamare uno sciopero l’8 di Marzo, forma di lotta specifica che identifica da sempre le lavoratrici e i lavoratori che si battono per i propri diritti, ci pare sottolineare quanto libertà e sicurezza possano dirsi concrete, solo quando si abbia anche una prospettiva di autonomia economica e dignità sociale. È fondamentale quindi affiancare alla battaglia contro la violenza, la lotta nella società e nel mondo del lavoro per l’ottenimento di un’effettiva parità di genere. Parità nella ricerca di un lavoro e all’interno del rapporto di lavoro, ma anche nel pieno riconoscimento e reale agibilità dei diritti per le lavoratrici autonome, dalla maternità, alla malattia, passando per un compenso equo.

Nell’Europa a 28, le donne hanno un tasso di occupazione di circa il 10% inferiore a quello uomini, il gap salariale di genere continua ad essere una realtà intollerabile, con le donne che guadagnano in media il 15% meno degli uomini e con una donna su cinque che è “costretta” a lavorare a tempo parziale per poter conciliare famiglia e lavoro. Anche dal punto di vista dei ruoli aziendali e della carriera manageriale per le donne si riscontrano maggiori difficoltà, solo un terzo dei ruoli apicali nelle imprese europee sono ricoperti da donne.

Se le donne lavorano meno, guadagnano meno e fanno lavori di minore responsabilità, sono donne meno autonome, meno sicure, meno libere. La violenza contro le donne non è un problema di genere, ma un problema sociale e per superarlo deve farsene carico l’intera società.
Soltanto un modello sociale maggiormente inclusivo ed efficace a dare piena dignità e cittadinanza alle donne, effettivi diritti e giustizia, potrà determinare un futuro di sviluppo culturale, sociale ed economico per l’Europa.

Per noi aderire allo sciopero mondiale dell’8 Marzo ha anche questo significato, perché valorizzare le competenze e l’autonomia delle donne le rende più libere e fa il bene di tutta la società.

 

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